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Luis Sepúlveda non c’è più. Un vuoto che risuona dentro, scava nel passato, mi porta su scaffali di anni fa, tra pagine, canzoni, fotografie di spalle. Fortunata, la gabbianella, è triste ma non si sente sola. Considerati i fatti, capisce di essere diventata grande.

Il lavoro è la parola chiave di questa giornata numero 38. Le sue ansie, le sue miopie. Ma oggi qualcosa gira bene, escono racconti, arrivano mail, incontro persone per condividere. Soprattutto, ricevo parole stupende da un’amica.

Sabato Santo, giorno 34 della quarantena. Il diario racconta di video al telefono, foto al telefono, chat, videochiamate, e telefonate, tutto sul telefono. E racconti, e fiabe col nastro isolante, e musica, sul telefono. Ti salva la vita, a volte, il telefono.

Giorno numero 32, e così arriva Giovedì Santo, nessuno si muove da casa, si celebra la primavera scrivendo e tenendo insieme una rete di sorrisi e parole. Le giornate sono fatte di parole e speranze di abbracci. Sogni, battiti.