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Si intitola “Gli spazi di Italo Calvino”, lo scrive Virginia Giustetto ed è l’ultimo volume uscito per la collana Carocci del Laboratorio Calvino. Considerato il mio percorso di esplorazione ormai più che decennale non tanto e non solo di Calvino, quanto del suo rapporto con lo spazio, potevo permettermi di farmi sfuggire questo studio? Risposta ovvia: no. Quindi eccomi qui a fare il punto su questo volume che affronta con un approccio critico peculiare il rapporto tra Calvino e lo spazio. Che Calvino abbia usato lo spazio come coordinata principale, spesso intrecciandone le declinazioni alla questione dello sguardo e dell’osservazione è un dato noto e affrontato da tanti studi, mia tesi dottorale, per quel poco che vale nella critica generale, inclusa. L’introduzione di Gli spazi di Italo Calvino sbandiera un po’ di questioni a fondamento di questo rapporto dell’autore con lo spazio: l’attenzione alla percezione della realtà, ai suoi meccanismi…