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Alessandra Chiappori

Sono una giornalista, mi occupo di uffici stampa per la cultura e l'ambiente, di comunicazione e social media. Ho un dottorato in semiotica: va da sé che ho una spiccata curiosità per tutto ciò che ha a che fare con i testi e i loro meccanismi. Amo il mare, leggo tantissimo e adoro scrivere: A contrainte è il mio sito, ci trovate recensioni di libri e racconti di quel che mi circonda!

Maggio: la Agatha Christie reading challenge 2019 prosegue con una richiesta specifica, ovvero una raccolta di racconti che abbiano per protagonista l’infallibile detective belga Poirot. Vi ricordo che la reading challenge a tema Agatha Christie è promossa da Radical Ging e dalla Agatha Christie Limited e durerà da gennaio a  dicembre 2019 leggendo e commentando ogni mese un libro della Christie secondo precise richiese. Dopo aver riletto un romanzo con Poirot e uno con Miss Marple, dopo aver parlato del mio romanzo di Agatha Christie preferito e di un romanzo antecedente al 1930,questa volta tocca ai racconti. Perché dunque non far ricadere la scelta su un titolo di raccolta che racchiude un intero universo? Il mondo di Hercule Poirot sembrava fare al caso mio, e ora vi racconto perché. Innanzitutto la copertina e la veste grafica della raccolta, che uscì negli anni Venti in Inghiltetta con il titolo The Under…

Il caso ha voluto che il 23 maggio, giorno di uscita in libreria della mia Torino di carta, mi trovassi in Liguria, a casa. Mentre percorrevo il lungomare in una coltre di umidità grigia insolita per maggio, accompagnata dalla bolla odorosa di iodio e fiori di pitosforo, riflettevo così sui concetti di residenza e domicilio. Pensavo che la residenza è una cosa che, per quanto burocratica, ha a che fare con le radici: in fondo risiedo qui, nella testa, nel modo di vedere il mondo. Me l’ha insegnato Calvino: inutile cambiare orizzonte, la prima immagine del mondo sarà sempre quella del parapetto affacciato sul mare, un promontorio a Levante e uno a Ponente, l’opaco alle spalle, sui suoi palchi di teatro che salgono tra le umide fronde boscose. Il domicilio, invece, è un luogo che si sceglie. E a me è capitato, per caso e forse per intuito, di scegliere…

Nell’estate del 2018 ho partecipato a un concorso giornalistico dedicato al tema dell’economia circolare. Ho deciso di raccontare la vicenda di una giovane startup ligure, Eco2Logic. Ne è uscita una storia che, vuoi il caso, vuoi i meccanismi farraginosi del voto online, non ha ricevuto la diffusione che avrebbe meritato. Ecco perché la ripropongo qui sul mio sito. L’originale la trovate qui. È possibile risolvere il problema dei mozziconi di sigaretta e, più in generale, di particolari insiemi di rifiuti creando nuovo materiale destinato a usi specifici? Eco2logic è una startup genovese nata da un’idea di quattro ragazzi under 30 che, grazie alla curiosità e a un successivo e attento lavoro di ricerca, hanno individuato nella tecnica della carbonizzazione idrotermale la linea di azione per ottenere dai mozziconi un carbone destinato all’uso nel settore delle pitture. Intanto, il lavoro nato dall’entusiasmo e alimentato dagli studi universitari ha trovato la strada…