Difficoltà, contraintes, schermi e intercapedini, gusci di conchiglia. Un repertorio vago e astratto, ma solo se letto senza l’indizio fondamentale. Sono infatti tutte “cose” di Calvino, che a unirle a penna come nel gioco della Settimana enigmistica forse uscirebbe proprio il suo profilo. Il repertorio è l’esito di un viaggio, l’ho da poco finito e mi ha portato lungo oltre 700 pagine che, senza filtri, definisco meravigliose fin dal titolo di questo scritto. Sono quelle di Calvino fa la conchiglia. La costruzione di uno scrittore, immenso libro che Domenico Scarpa ha pubblicato per Hoepli. Fin dalle prime pagine, le note dell’autore per introdurre e istruire alla lettura di quello che è un oggetto-congegno complesso, ho avuto la sensazione che questo fosse un libro totale.Un libro, cioè, che con la pazienza di anni di studio e la passione di uno sguardo critico che vuole comunicare ad altri le sue scoperte e…
È proprio lei, la conchiglia pellegrina: la capasanata, quella meglio nota all’immaginario dei più come la “classica” conchiglia, quella del cammino di Santiago – non a caso, la conchiglia di San Giacomo – quella commerciale della nota marca di benzina, quella che le accomuna un po’ tutte le conchiglie perché né è l’effige più nota. A questo animale diventato simbolo è dedicato un curioso e assai ben fatto libro pubblicato quest’estate da Add Editore e scritto da Laurent Chavaud: Storia della conchiglia pellegrina. Sottotitolo: la sentinella dell’oceano. Adesso capiremo perché. Cosa c’entra la conchiglia dalla quale sorge la Venere di Botticelli e che usa anche Piero della Francesca con la divulgazione scientifica, grande “genere” di cui questo agile saggio fa parte? Laurent Chavaud è un biogeochimico, ecologo, nonché direttore di ricerca per il CNRS al Laboratorio delle scienze e dell’ambiente marino (LEMAR), ricercatore all’Istituto Universitario Europeo del Mare (IUEM) e dellʹUniversità…
A gennaio 2025 ha inaugurato a Torino una bellissima mostra che resterà visitabile fino al 6 maggio. Giro di posta. Primo Levi, le Germanie, l’Europa è allestita alla corte medievale di Palazzo Madama, la organizza il Centro Internazionale di Studi Primo Levi e la curatela è di Domenico Scarpa, che tanta parte del suo lavoro ha dedicato a Primo Levi (e non solo: tra gli autori più studiati da Scarpa c’è Calvino, e su Italo Scarpa ha scritto un testo io credo fondamentale su cui lo intervistavo qui). Ma che cos’è Giro di posta, e perché merita una visita? La mostra è un percorso attraverso una parte molto peculiare del lavoro di Primo Levi come scrittore, ma ancora prima come uomo, uomo curioso. Il percorso si snoda dal Lager agli anni di I sommersi e i salvati attraverso una serie di carteggi privati. È una corrispondenza europea, ed è sorprendente…
Apparentemente infinito, asettico, futuristico forse, con il suono attutito dei tappeti meccanici, la forma di un tunnel che scava dentro la roccia. Procedo verso i binari e mi dico: chissà cosa ne avrebbe pensato Calvino, di questo corridoio che dalla stazione di Sanremo porta ai treni. Oltre la linea gialla è tutto buio, risuona metallica la voce di trenitalia, dietro scorre la radio: c’è un pezzo di Burt Bacharach mentre scrivo questi appunti. Sono appena uscita dal Cinema Centrale dove questa settimana proiettano “Italo Calvino nelle città”, il film-documentario di Marco Belpoliti e Davide Ferrario (ne avevo scritto sul Secolo XIX) dedicato al rapporto tra lo scrittore e le città reali e fantastiche che ha abitato e immaginato. Il percorso dal cinema a qui, a piedi, le strade gremite di gente, gli abbaglianti neon colorati dell’Ariston, il brusio della città e la sua frenesia automobilistica hanno cullato le bellissime sensazioni…
La prima volta in cui ho sentito parlare di Il sorpasso, articolo inedito di Italo Calvino, ero alla Biblioteca Nazionale Centrale di Roma ed era l’ottobre del 2023, il mese del compleanno di Calvino, quello del centenario. A parlarne fu il direttore della Biblioteca, Stefano Campagnolo, in occasione della mostra Lo sguardo dell’archeologo, Calvino mai visto. La storia era quella di un’appassionata e appassionante ricerca sul mercato antiquario che aveva fruttato una sorpresa, cioè le pagine dattilografate di un inedito. Oltre a conservare, dopo gli accordi con Giovanna Calvino, i libri di Italo e il fondo familiare che era nella casa di Roma della famiglia, la Biblioteca di Roma si occupa infatti di ampliare il fondo dedicato a Calvino, ricercando testi e documenti tra bibliofili, o meglio dire antiquari. Già questa storia era bastata ad affascinarmi: possibile che esistessero ancora inediti di Calvino? Che esistano, che siano da qualche parte?…
Da qualche giorno esiste nell’indefinito spazio dell’online una risorsa gigantesca e preziosissima per tutti coloro che abbiano mai studiato (e che studieranno in futuro) Italo Calvino. BIBLIC-Bibliografia Italo Calvino è una bibliografia online. Non una qualunque: è la bibliografia attualmente più aggiornata e completa al mondo sull’autore. È stata presentata all’Università Sapienza di Roma dal gruppo di lavoro del Laboratorio Calvino (centro di ricerca coordinato da Laura Di Nicola) e ne parlo qui perché, come ho già scritto più volte durante il centenario di Calvino a proposito delle tantissime uscite e ri-edizioni critiche e non solo, se avessi avuto questi strumenti mentre scrivevo la tesi di dottorato, probabilmente sarebbe uscito un lavoro diverso. Ma tant’è: durante la presentazione è stato ribadito più volte che questo immenso lavoro non è solo, naturalmente, un punto di arrivo, bensì una ripartenza, un caldo invito a quanti, tesisti e critici, ma non solo (io,…
Patirò dalla fine: perché alla fine di Scrivere, correggere, riscrivere. Il dattiloscritto di Se una notte d’inverno un viaggiatore di Ada D’Agostino, da poco uscito per Carocci, c’è Dall’opaco. L’autore sottinteso è, naturalmente, Italo Calvino. Dall’opaco, riassumendo per i nuovi lettori di queste lande del web, è il testo per me più affascinante di Calvino: una “prosa descrittiva” che riassume, in sintesi, lo sguardo dell’autore di sé, il proprio mestiere e il proprio mondo. Si trova nella raccolta La strada di San Giovanni, e nell’ultimo paragrafo dell’ultima pagina di Scrivere, correggere, riscrivere. Arrivare alla conclusione del libro è stato, per me, come inseguire una caccia al tesoro conscia dei tanti indizi che avevo trovato, e capitolo dopo capitolo mettere insieme i pezzi di un quadro completo. E alla fine, con un sorriso beato rivolto alla pagine, dire: oh, sì, la mia tesi arrivava proprio qui! Ada D’Agostino, autrice del libro,…
È un librino piccolo e curato nella veste grafica, con alcune belle accortezze come la copertina, le foto stampate all’interno, la scelta di una voce autoriale originale. Il dubbio e il desiderio è uscito per il centenario calviniano nella collana Oilà di Electa e abbozza una breve biografia di Eva Mameli, la mamma di Italo Calvino. A scriverlo è Silvia Bencivelli, nota divulgatrice scientifica. Un nome perfetto per tracciare il ritratto di una donna scienziata quale è stata colei che ricordiamo soprattutto per il figlio. Italo, come raccontò, era la pecora nera della famiglia: l’unico letterato. È un fatto bizzarro che, nonostante un curriculum di tutto rispetto e un ruolo decisivo nelle scienze botaniche, si parli oggi di Eva Mameli a partire dal figlio. In fondo è giusto così: a essere notiziabile oggi come oggi è Calvino, suo il centenario, sue le frasi che impazzano nel chiasso delle citazioni. E,…
Non c’era un programma definito, non ci avevo pensato e non l’ho fatto apposta. Sta di fatto che, cammina cammina, viaggia, leggi e studia, questo 2023, anno del centenario di Italo Calvino, mi ha permesso di toccare pressoché tutte le città in cui lo scrittore ha vissuto e, un po’ per caso un po’ per scelta, di scoprire, cercare, quasi sempre trovare le case dove ha abitato. Qualche tempo fa il collega Paolo Morelli del Corriere Torino mi domandava, come autrice di una guida letteraria, di una guida “reale” e addottorata in semiotica letteraria su Calvino, se a Torino esistesse una targa, un monumento, un “qualcosa” intitolato a Calvino. Ci abbiamo ragionato insieme e abbiamo scoperto che no, non c’è niente di legato a Calvino che sia stato salvato dalla brulicante e vorace città e segnalato come “luogo letterario”. Paolo ha poi trovato spazi intitolati allo scrittore e ne ha…
Si fa tanto parlare di Calvino in questo 2023 quasi alla fine ma… come parlava Calvino? Sulla lingua, sulla scrittura e sulle loro peculiarità si interroga un saggio uscito per Treccani e curato da Matteo Motolese, si intitola Le parole di Calvino ed è un una sorta di piccola enciclopedia di temi e spunti che a loro volta potrebbero aprire altre vie e percorsi di ricerca sui tantissimi aspetti del linguaggio (dei linguaggi, sarebbe forse meglio dire?) calviniani. Nell’introduzione Motolese cita la Sala Calvino della Biblioteca Nazionale Centrale di Roma dove sono ospitate le librerie originali dello scrittore, con tutto il loro contenuto lasciato esattamente così com’era prima che Calvino ci lasciasse. Il motivo è che si ritiene, direi proprio legittimamente, che in quella stratificazione di volumi e carte si nasconda un disegno: la biblioteca di Calvino era ed è una sorta di impronta del suo lavoro, se ne serviva…









