La prima immagine che mi viene in mente quando penso a un groviglio, è la massa di fili che tirai fuori con aria afflitta dalla macchina da cucire quando avevo 12 anni. Il corso di taglio e cucito, capii presto, non faceva per me: quel groviglio di fili colorati, oltre ad aver fatto infuriare la docente, mi appariva come una massa di nodi, di cose attorcigliate che nessuno mai sarebbe riuscito a districare. Danilo Zagaria, al contrario, si cimenta nell’operazione. Il suo “Il groviglio verde” (Add, 2024) non è altro che un tentativo di districare i fili e mettere un po’ d’ordine, ben consapevoli che il groviglio resterà tale, e che, anzi, è proprio la sua natura di groviglio a renderlo tale, e prezioso per noi. Il groviglio verde altro non sono che le foreste, i boschi, gli alberi, la massa vegetale dotata di radici, tronchi e chiome che abita…
Sul frontespizio della mia copia di “Quante cose ci ha rubato la guerra” c’è scritto, in azzurro, “Per Alessandra, raccogli tutte le memorie che…
Da qualche giorno esiste nell’indefinito spazio dell’online una risorsa gigantesca e preziosissima per tutti coloro che abbiano mai studiato (e che studieranno in futuro)…
Qualche giorno fa mi è arrivata Boomer, la newsletter che Michele Serra scrive per Il Post. Era dedicata a un tema spinoso: “come si…
Patirò dalla fine: perché alla fine di Scrivere, correggere, riscrivere. Il dattiloscritto di Se una notte d’inverno un viaggiatore di Ada D’Agostino, da poco…
C’è forse una data migliore del 29 febbraio per parlare di una vacanza che è stata quasi non registrata, e di uno dei suoi…
Alzino la mano quanti conoscono la vera origine del nome Imperia, la mia città. Alle elementari ci hanno spesso insegnato che si trattava di…
Ha inaugurato lo scorso 26 gennaio e resterà visitabile fino al 13 ottobre 2024: Le ossa della terra. Primo Levi e la montagna, è…
Nei lunghi giorni (e notti!) del Festival di Sanremo 2024 ho fatto avanti e indietro dalla sala stampa a casa in treno leggendo un…
