Sono giorni in cui il direttore del Museo Egizio di Torino è sotto i riflettori. Succede che il vicesegretario della Lega, Andrea Crippa, si sia scagliato contro Christian Greco per aver, anni fa (2018) favorito l’ingresso dei cittadini musulmani al museo, fatto che ne farebbe un razzista. In realtà non è affatto così: già Giorgia Meloni era intervenuta per una mera strategia di marketing che intendeva facilitare il dialogo tra Italia e culture arabofone: i reperti del Museo arrivano tutti dal mondo arabo. Sintetizza bene la vicenda il mio amico e collega Paolo Morelli sul Corriere Torino. L’occasione mi sembra ideale per condividere, nel solco di quel lento recupero che ogni tanto faccio qua sopra dei miei vecchi articoli usciti su Mentelocale e cancellati in toto (4 anni di lavoro la cui esistenza permane solo in una mia cartella di pdf salvati) l’intervista che feci il 2 luglio 2019 a…
C’è una contraddizione bellissima dentro la biografia di Italo Calvino scritta da Antonio Serrano Cueto: Calvino ha sempre dichiarato di non amare l’autobiografia, ragione…
Romanzo, c’è scritto sulla copertina, ma è un termine che non basta a descrivere questo volo della fantasia che pesca a piene mani dalla…
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