Anni fa avevo iniziato Treno di notte per Lisbona: non era periodo, si vede, ma non sono mai andata oltre le prime 30 pagine. Leggere Pascal Mercier, in effetti, non è banale come bersi di filato un libro leggero. Ho sperimentato nuovamente questa sensazione con Il peso delle parole, un bel librone pubblicato da Fazi Editore che mi aveva affascinata per la copertina, un quadro fatto di azzurri e di uno scorcio inconfondibile per chi l’abbia visto di persona: il Molo Audace di Trieste. Sotto a uno dei tipici lampioni della città cosmopolita per eccellenza passeggia un uomo. Scopriremo presto, dalla prima pagina, che si tratta di Simon Leyland, che di mestiere fa il traduttore. Il libro si apre con il suo arrivo a Londra dove viene accolto con un “welcome home”: cosa c’entra Trieste, dunque? C’entra, c’entra. Adagio adagio il lettore conosce questo strano personaggio affascinato da una cartina…
Sono giorni in cui il direttore del Museo Egizio di Torino è sotto i riflettori. Succede che il vicesegretario della Lega, Andrea Crippa, si…
C’è una contraddizione bellissima dentro la biografia di Italo Calvino scritta da Antonio Serrano Cueto: Calvino ha sempre dichiarato di non amare l’autobiografia, ragione…
Romanzo, c’è scritto sulla copertina, ma è un termine che non basta a descrivere questo volo della fantasia che pesca a piene mani dalla…
Di Italo Calvino e della Resistenza si legge e si parla molto: vuoi la fama dell’esordio letterario con Il sentiero dei nidi di ragno,…
Si parte dalla punta del molo lungo: bisogna collocarsi lì dopo aver attraversato il centro e il porto vecchio, aspettare che la luce offra…
Qualcuno potrebbe essere in difficoltà davanti alla domanda “Qual è il tuo incipit preferito della letteratura italiana?”, ma io ho da anni la risposta:…
Studiare e fare ricerca per la guida turistica 111 luoghi della Riviera dei fiori che devi proprio scoprire non mi ha solo portata in…
Ricordavo nettamente l’immagine dell’incipit: l’apertura del rubinetto della doccia. Rimasi affascinata da quell’immagine, e da tutto il racconto che seguiva: per il linguaggio, per…
