Giornalismo

Penso che se dovessi mai raccontare a qualcuno cosa mi fa continuare a scrivere per il giornale, nonostante le delusioni, il fallimento, la stanchezza, l’insopportabile sensazione di essere marginale, i pochissimi soldi, la troppa fatica di rincorrere sempre uno spazio, be’, proverei a raccontargli questa emozione qui, i venti secondi prima di aprire la copia dove dovrebbe esserci un tuo pezzo.

Uso spesso questa citazione, tratta da “Il mistero dell’orso marsicano ucciso come un boss ai quartieri spagnoli” di Antonio Menna (Guanda editore) per spiegare e spiegarmi perché ho deciso di fare la giornalista, e perché mi piace fare la giornalista. Nonostante tutti i nonostante, appunto.

Su per giù è dai tempi del liceo che mi interesso di giornalismo: nell’estate del terzo e del quarto anno avevo aderito a un progetto di stage per studenti finendo in due redazioni di Imperia – La Riviera e, poi, Il Secolo XIX – dove avevo imparato i rudimenti del mestiere di giornalista e mi ero cimentata con qualche pezzo e intervista.

Ma se andiamo ancora più indietro, si scopre che in terza media fui tra le più accanite sostenitrici del giornalino di classe, esperimento che mi gratificò un sacco e di cui firmai – neanche a dirlo – l’editoriale. Fu proprio in quegli anni che, su consiglio di un’amica autrice, Domenica Luciani, iniziai a soppesare l’ipotesi di piegare il dono della scrittura, che mi veniva facile e spontaneo, all’attività di pubblicista. Non giornalista: pubblicista. Quello che, secondo la suddivisione dell’Ordine dei Giornalisti e della relativa legge, non fa il giornalista di professione, ma affianca questa ad altre attività.

Ed è così che, dal 2014, sono iscritta all’Albo pubblicisti della Regione Liguria. Nel frattempo faccio anche altre mille cose: il multitasking, con le sue montagne russe, è la dimensione che sembra adattarsi meglio alla mia tempra.

Per approfondire il mio percorso da giornalista, vi rimando alla pagina delle mie collaborazioni. Al link che segue, invece, ho inserito le interviste più belle e interessanti che mi è capitato di fare nel corso degli ultimi anni. E infine, vi parlo di una cosa in cui ho investito molte energie e competenze giornalistiche: il progetto Artintime.