Ottobre 2017

Montagne russe dell’emotività, rettilinei spettacolari da cui goderti il paesaggio, e poi discese da spezzarti il fiato in gola, e dopo, ancora, salite lente e pensatissime, che ti gravano sulla schiena. Ecco, più o meno ottobre è così. Un lunghissimo ottobre, che tuttavia a rivederlo attraverso l’elenco degli eventi in agenda sembra schizzato via come un proiettile, attraversando con inaspettata fermezza un passaggio climatico del tutto insolito. Dalla spiaggia al piumino, dal sole caldo che fa ancora abbronzare all’aria malata di pm10, con nebbia grigia e fumo di incendi della Val Susa. A ottobre, come spesso capita, vivere col piede in due staffe, la testa e le emozioni in due luoghi diversi come Torino e la Liguria di ponente, può causare sintomatologie da disorientamento.

Sarà l’accordo col clima impazzito, i 25 gradi che il 16 ottobre mi hanno condotta dritta dritta in riva al mare, a fare uno dei bagni più belli della stagione (si può parlare di stagione balneare, a metà ottobre?!). Anche il clima emotivo non è stato da meno, in questo mese caratterizzato da un saliscendi di ansie, felicità, rilassamenti e riflessioni iniziate ma poi di nuovo fermate dall’ansia, la stanchezza, la nuova voglia, l’ambizione che cavalca nonostante non si veda chiaro l’orizzonte. E le novità, le improvvisate, i gesti senza senso fatti in velocità, i cambi di programma, attese disattese e qualche prezioso tempo disteso, una birretta e voci amiche.

Ottobre inizia a Ferrara, con l’ultima giornata del corso di scrittura con Domenico Starnone, e finisce a Milano, con un treno all’alba dopo aver visto e sentito dal vivo Andrea Camilleri, e un  bus verso il Politecnico di Torino dove incredibilmente ho potuto intervistare Piero Angela, proprio lui in persona [Ecco, se dovessi elencare i successi e le glorie professionali, questo incontro con Piero Angela sarebbe tra i ricordi più emozionanti]. In mezzo ai grandi nomi e al mese di ottobre, c’è un sacco di letteratura, di lettura, e di scrittura. C’è per esempio la visita bellissima allo stabilimento torinese – unico luogo del mondo – dove vengono fabbricate le famose penne Aurora, avete presente? Ho avuto l’occasione di essere accompagnata in Manifattura dalla direttrice del Museo del Segno e della Scrittura che da poco è stato creato per omaggiare l’arte dello scrivere, che è naturalmente vanto dell’azienda, per una visita stampa. È stata una bellissima esperienza per una che ha studiato semiotica, alla scoperta di come vengono lavorate le materie prime da cui si originano le penne, oggetti così comuni della nostra vita che nemmeno pensiamo abbiano dietro una progettazione e un design. Ovviamente non parlo delle Bic, ma di penne che possono arrivare anche a essere ricoperte di materiali preziosi, diventando così gioielli, più che oggetti per scrivere. Ho visto come si plasmano bacchette di materiale plastico, tondini di metallo da cui si creano i tappi, ho visto incollare manualmente i pezzi, lucidarli, ripararli e poi ho visto nascere i pennini, sulla cui punta viene saldata una pallina che permetterà all’inchiostro di scivolare. Quando l’inchiostro scivola, è tempo di scrivere, lasciare segni. Di questa storia antica e affascinante, così intensamente legata alla vita dell’uomo e al linguaggio, racconta Officina della Scrittura: vi consiglio caldamente una visita!

Ma in fatto di scrittura, le novità di ottobre sono proseguite con due piccoli successi personali. Il primo è un mini-racconto pubblicato da Tuffi Rivista, si intitola Colpo di sonno e lo trovate qua. Il secondo sono le bozze, arrivatemi per mail, del libro che raccoglierà i racconti vincitori del primo concorso Bookpride, tenutosi lo scorso marzo. Tra questi c’è il mio Mettiamola così, e vederlo impaginato ha fatto, ve lo assicuro, un bell’effetto, un’emozione tutta particolare. Oltre alla scrittura creativa, poi, ottobre è anche il mese in cui ha preso il via la mia collaborazione con il sito Turismo Letterario, su cui è uscita la prima delle recensioni/itinerari di viaggio che ho proposto alla sua creatrice, mia omonima. È dedicata alla Versilia di Chi manda le onde, romanzo di Fabio Genovesi, e la potete leggere qui.

Se il mare di ottobre sembrava estate, è però vero anche che l’autunno è arrivato e si è fatto riconoscere. Soprattutto nelle chiome degli alberi, nel tocco di colore della luce, e in una voglia di inverno che si è acuita con il cambio dell’ora di fine mese. Ora che viene buio presto, non vorremmo tutti, finalmente, il freddo, il cappotto, la sciarpa, ma soprattutto la pioggia, che ci salverebbe da siccità, smog e aiuterebbe la gravissima situazione degli incendi in Val di Susa di cui parlavo prima? Una mattina di ottobre sono uscita di casa molto presto, alle 7.12, a Torino, e quello che mi sono trovata davanti è stato un irreale muro di nebbia grigia che si era avviluppato intorno ai grandi ipocastani, ai lampioni, a tutta la piazza. Non si vedeva più nulla, l’aria era grigia, pesante, le goccioline di nebbia sature di polveri inquinanti. Quella mattina sono corsa in stazione, verso un treno per Genova, dove ho assistito alla prima giornata di Bookpride, respirando aria di casa, fatta di sole abbagliante, tepore dolce dell’ottobrata 2017, salmastro, focaccia e visi amici.

Genova però significa anche lavoro, sebbene il mio, di lavoro, si svolga a Torino. Ed è infatti lì che ho avuto l’opportunità di seguire un sacco di eventi strepitosi per tutto il mese: c’è stata l’inaugurazione della mostra su Mirò, e poi c’è stato l’emozionante incontro stampa con Ian McEwan, in città per ricevere poi ad Alba il Premio Bottari Lattes Grinzane, e ancora l’aperitivo con Gianrico Carofiglio in occasione dell’uscita di Le tre del mattino, accompagnato da un reading a base di jazz al Circolo dei lettori, per non parlare della cerimonia di conferimento della laurea honoris causa a Christo, l’artista “impacchettatore” noto alle recenti cronache per la passerella galleggiante sul lago di Iseo.

No, non mi sono affatto annoiata, e se su questo sito non sono uscite molte nuove recensioni (l’unica è Strade bianche, che in realtà ho letto a settembre) è perché ho fatto e letto talmente tanto, che non ho davvero avuto il tempo necessario per far depositare i romanzi letti e riuscire a scriverne. Tra le storie di cui vi parlerò c’è però il nuovo romanzo di Simone Tempia, In viaggio con Lloyd. Sì, è lui, è il maggiordomo immaginario della famosa pagina facebook Vita con Lloyd. Ho avuto la bellissima occasione di intervistare l’autore, ci siamo sentiti al telefono e la chiacchierata è durata un sacco, rimbalzando da una metafora a un’emozione, da un progetto a un’autoriflessione. Ne conservo davvero un piacevole ricordo, e avendo letto il romanzo posso garantire che tutta la sincerità e profondità del suo autore ci sono, disseminate in una storia avventurosa e intessuta di sensibilità e metafore bellissime.

Tra le letture folgoranti del mese, Espiazione di McEwan, che avevo iniziato e lasciato lì tempo fa e che invece, con quel poco di insistenza necessaria ad avviare alcune storie, si è rivelato devastantemente forte e bello. Come ha ironicamente sottolineato Donatella Alfonso, di fianco alle domande preparate per McEwan, sulla mia moleskine (che, annunciazione, è finita dopo anni di onorata carriera, appunti, idee, domande e riflessioni pasticciate sopra) c’erano le domande preparate per lei. Sempre a ottobre, infatti, ho avuto il piacere di ritrovarmi alla Libreria Ragazzi per presentare Un’improbabile situazione, il libro di Donatella dedicato alla nascita dell’Internazionale situazionista a Cosio D’Arroscia, qui c’è il bel servizio video di un’altra collega giornalista. E poi, le risate, quelle belle, quelle disinvolte e libere che mi ha fatto fare Diego De Silva nel suo nuovo Divorziare con stile, di cui ho parlato qui su Lucia Libri. Ci sono pagine di quel romanzo veramente spassose, non posso che consigliarvelo!

Rimbalzando a destra e a manca, a ottobre ho passato anche bellissimi momenti in Norvegia grazie a Il libro del mare di Morten Strøksnes, storia di cui vi riparlerò presto, fatta di paesaggi nordici alle isole Lofoten e soprattutto di mare, dei suoi straordinari abitanti e della sua centralità nella nostra vita. Per le cose assurde che talvolta accadono intraprendendo percorsi letterari, ottobre è stato anche un mese in cui mi sono soffermata più volte e per diversi motivi a riflettere e imparare cose sulla presenza elevata e dannosa di plastica in mare. Ne ho letto a proposito su un libro bellissimo, Un mare di plastica (Nutrimenti), di Franco Borgogno, giornalista che ho avuto il grande piacere di intervistare a tal proposito, creando forse, chissà, le premesse per cose belle nel futuro.

Al mare infatti resto sempre molto affezionata, e se lo strascico di estate mi ha riportata sui miei lidi, come un’onda mi ci sono fatta accompagnare anche dagli amici, presenza piuttosto significativa in questo mese di altalene emotive, non solo mie. Il piacere di una birretta in compagnia vista mare, nei luoghi che mi sono cari tra l’orizzonte vasto, la sabbia alzata dal vento e il rosa che decora l’atmosfera dei tramonti di uno strano ottobre, è stato essenziale, bellissimo e unico. Unico come quella sensazione raggiunta estraniandomi dal quadro del tavolo, birra, crodino e bicchiere di pigato, nella sera che avvolgeva la piazzetta con le palme e le persiane verdi. La sensazione di esserci, calata in una storia, e in tante storie, di essere un riferimento per qualcuno, e viceversa di necessitare di riferimenti che si delineano molto bene, e ai quali saper perdonare le fuoriuscite, le curve mal fatte. La sensazione, e la consapevolezza, di poter sostenere un amico con l’empatia, di poter accettare col sorriso un complimento spontaneo, di potersi fidare di un consiglio, una speranza, una visone. E di qualcuno che, senza troppi giri né complimenti, ti versa l’acqua nel bicchiere mentre siete a tavola.

Ottobre 2017

Vedere Camilleri

Ottobre 2017

“Ogni storia è una storia d’amore” – Alessandro D’Avenia (Mondadori)

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